Dopo i recenti episodi di Roma, facciamo chiarezza
I recenti episodi avvenuti a Roma durante interventi su nidi di imenotteri hanno riportato l’attenzione sui rischi legati alla gestione di questi interventi.
Il 4 settembre, a Pietralata, due operai di una ditta specializzata sono rimasti feriti durante un intervento per la rimozione di un nido. La deflagrazione ha provocato anche il crollo di una parte della parete. Le cause sono ancora oggetto di accertamento; tra le prime ipotesi è stata indicata la possibile presenza di gas utilizzato nell’intervento e una fonte di innesco.
Il 17 settembre, al Collatino, una nuova esplosione si è verificata durante le operazioni di rimozione di un nido di vespe. Una donna è rimasta ferita e si sono registrati danni alla facciata, a due automobili e al mezzo utilizzato per la disinfestazione. Anche in questo caso sono in corso accertamenti sulla dinamica dell’evento.
Questi episodi mostrano quanto sia importante considerare non soltanto il nido e il prodotto da utilizzare, ma anche l’ambiente nel quale si interviene.
Dove si trova realmente il nido?
Un nido può trovarsi sotto una tegola, all’interno di un cassonetto, in una cavità del muro, sotto una copertura o in un’intercapedine difficilmente accessibile.
Il punto di ingresso degli insetti, quindi, non sempre coincide con il punto in cui si trova effettivamente il nido.
Prima di intervenire è necessario individuare, per quanto possibile, la posizione del nido e capire come è inserito nella struttura.
Il prodotto va conosciuto prima di utilizzarlo
Ogni prodotto biocida deve essere utilizzato secondo le indicazioni del produttore.
Etichetta e scheda di sicurezza (SDS) permettono di conoscere caratteristiche, modalità d’impiego, precauzioni e condizioni di utilizzo.
Questo è particolarmente importante quando il trattamento interessa spazi chiusi o poco ventilati e vengono utilizzati prodotti aerosol che possono contenere propellenti infiammabili.
La scelta del trattamento deve quindi essere compatibile sia con l’obiettivo dell’intervento sia con le condizioni del sito.
Come si gestisce professionalmente un intervento
Una corretta gestione segue una sequenza precisa, nella quale ogni fase ha una funzione specifica.
1. Identificazione
Si identifica l’insetto, distinguendo per quanto possibile tra vespe, calabroni e api.
La gestione delle api segue criteri differenti e può richiedere il coinvolgimento di personale specializzato nel recupero delle colonie.
2. Localizzazione del nido
Si individua il punto in cui si trova il nido e si cerca di comprendere la struttura che lo contiene.
Quando il nido è all’interno di un cassonetto, di una cavità o di un’intercapedine, è importante stabilire, per quanto possibile, se lo spazio è accessibile e se comunica con altre parti della struttura.
3. Valutazione del rischio
A questo punto si valuta il contesto operativo: ventilazione, impianti, accessibilità, caratteristiche della struttura e possibili fonti di innesco.
Se le condizioni del luogo fanno ipotizzare la possibile presenza di un’atmosfera infiammabile, devono essere adottate attrezzature e modalità operative adeguate al rischio.
4. Scelta e applicazione
Sulla base delle valutazioni effettuate si sceglie il trattamento più appropriato.
L’applicazione deve rispettare le indicazioni del produttore e le condizioni d’impiego previste per il prodotto, adottando modalità coerenti con le caratteristiche del sito.
5. Verifica
Al termine si verifica l’esito dell’intervento e, quando possibile, si controlla che non rimangano condizioni favorevoli alla formazione di un nuovo nido.
La differenza sta nella valutazione
Un intervento professionale non consiste semplicemente nell’individuare un prodotto efficace.
Significa mettere in relazione insetto, nido, struttura, prodotto e condizioni operative, così da scegliere il trattamento più adatto al caso specifico.
È soprattutto nei siti più complessi, come cavità e spazi difficilmente ispezionabili, che questa valutazione assume particolare importanza.
Il nostro metodo
Il nostro approccio può essere riassunto in una sequenza semplice:
sopralluogo → identificazione → localizzazione → valutazione del rischio → scelta del trattamento → applicazione → verifica.
Per noi, la disinfestazione professionale significa conoscere i prodotti, rispettare le indicazioni del produttore e valutare con attenzione il contesto nel quale si opera.
Un nido si può eliminare. La differenza sta nel modo in cui lo si fa.


